Ci sono voluti mesi per scrivere queste pagine, ma la verità è che Feel the Vibes nasce da molto prima. Nasce da anni passati a lavorare con ragazze e ragazzi, a metà tra l’informatica e la psicologia, cercando di capire non solo cosa insegnare loro sulla tecnologia, ma come farlo in un modo che rispettasse davvero le loro teste, tutte diverse tra loro.
Oggi posso finalmente condividerlo con voi: Feel the Vibes: Pensare, creare e programmare con l’Intelligenza Artificiale è disponibile su Amazon.
Perché ho scritto questo libro
Negli ultimi tempi ho visto tantissimi miei ragazz* usare l’intelligenza artificiale tutti i giorni — per i compiti, per curiosità, per gioco — ma quasi sempre senza una vera guida. La spegnevano, il cervello, invece di accenderlo. E quando ho iniziato a proporre loro un approccio diverso, più consapevole, basato prima sul pensiero e solo dopo sullo strumento, ho visto qualcosa cambiare. Ho visto ragazzi che si bloccavano davanti a un problema iniziare a scomporlo. Ho visto chi si affidava ciecamente alle risposte dell’IA iniziare a metterle in discussione, a correggerle, a farle proprie. Ho visto, semplicemente, funzionare.
Quei risultati, visti coi miei occhi, in aula e non solo, sono il motivo per cui questo libro esiste. Non è teoria. È quello che ho sperimentato con loro, riportato su carta.

Cosa troverete dentro
Il libro accompagna ragazze e ragazzi tra i 10 e i 16 anni in un percorso che parte dal pensiero computazionale, prosegue con un dialogo consapevole con strumenti come ChatGPT, Gemini e Claude, e arriva — passo dopo passo — alla costruzione di un vero videogioco funzionante. Non un manuale di “codice perfetto”: una guida per scomporre problemi, valutare con occhio critico ciò che l’IA propone, correggere errori come farebbe un vero sviluppatore.
Una parte a cui tengo particolarmente sono i percorsi dedicati a chi ha DSA e a chi ha Alto Potenziale Cognitivo (APC): strategie pensate su misura, perché ogni mente impara in modo diverso, e un libro che lo ignora non sta davvero insegnando a nessuno.

Il finale
Non voglio anticipare troppo, ma l’ultimo capitolo è quello a cui sono più affezionato. Per ventuno capitoli il libro costruisce il suo ritmo, la sua cadenza e poi, alla fine, la rompo deliberatamente. Non volevo un “arrivederci” rassicurante e uguale a tutti gli altri. Volevo che restasse addosso qualcosa in più.
Un’ultima cosa
Questo libro non è pensato per essere lasciato in mano a un ragazzo da solo. È pensato per essere letto insieme a un adulto: genitore, insegnante o educatore, perché imparare a pensare bene, oggi più che mai, si fa in compagnia. È lo stesso spirito con cui ho lavorato con i miei ragazz* in questi anni, e volevo che restasse anche qui, tra le pagine.
Se anche solo un genitore o un* insegnante troverà in questo libro uno strumento in più per accompagnare un ragazzo o una ragazza nel rapporto con l’IA, allora avrà fatto esattamente quello per cui l’ho scritto.
Un’ultima nota, personale: ho scelto di firmarmi con lo pseudonimo Nick K. Waldo. Non è solo un nome in copertina — è un piccolo modo per ringraziare chi mi sta accanto ogni giorno, chi ha reso possibile tutto questo con pazienza e presenza, anche quando ero chiuso in casa a scrivere invece che a passare tempo insieme.
📖 Feel the Vibes: Pensare, creare e programmare con l’Intelligenza Artificiale
100 pagine, italiano — disponibile su Amazon
Per approndire qui trovate un’ Analisi psicopedagogica del “Vibe Coding” nell’apprendimento digitale




