{"id":547,"date":"2023-12-09T22:50:09","date_gmt":"2023-12-09T22:50:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.informenti.it\/inf\/?p=547"},"modified":"2023-12-10T21:20:25","modified_gmt":"2023-12-10T21:20:25","slug":"la-mia-ragazza-non-e-mia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.informenti.it\/inf\/giovaniadulti\/la-mia-ragazza-non-e-mia\/","title":{"rendered":"La mia ragazza NON \u00e8 MIA!"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-uagb-container uagb-block-b928eaf2 alignfull uagb-is-root-container\"><div class=\"uagb-container-inner-blocks-wrap\">\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"200\" src=\"https:\/\/www.informenti.it\/inf\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/andrea-piacquadio-1280x250-1-1024x200.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-548\" srcset=\"https:\/\/www.informenti.it\/inf\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/andrea-piacquadio-1280x250-1-1024x200.webp 1024w, https:\/\/www.informenti.it\/inf\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/andrea-piacquadio-1280x250-1-300x59.webp 300w, https:\/\/www.informenti.it\/inf\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/andrea-piacquadio-1280x250-1-768x150.webp 768w, https:\/\/www.informenti.it\/inf\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/andrea-piacquadio-1280x250-1-jpg.webp 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli <strong>aggettivi possessivi<\/strong> costituiscono una componente essenziale della morfologia e sintassi della lingua italiana, contribuendo a delineare i legami affettivi e di appartenenza nelle relazioni interpersonali. Questi aggettivi, come &#8220;<strong>mia<\/strong>,&#8221; &#8220;<strong>mio<\/strong>,&#8221; &#8220;<strong>tuo<\/strong>,&#8221; ecc., sono intrinsecamente legati alla struttura grammaticale della lingua e si presentano come elementi di affetto e connessione nelle espressioni quotidiane. L&#8217;utilizzo frequente degli aggettivi possessivi emerge in modo prominente nelle espressioni quotidiane, come nel dire <strong>&#8220;mia moglie&#8221; o &#8220;mia figlia&#8221;<\/strong>. Questi termini vengono spesso impiegati per denotare non solo una relazione coniugale o familiare, ma anche per <strong>trasmettere un senso di affetto e vicinanza emotiva<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, \u00e8 inevitabile riconoscere come tali aggettivi, almeno a livello inconscio, possano acquisire sfumature di propriet\u00e0 nelle dinamiche relazionali. L&#8217;uso abituale di termini possessivi pu\u00f2, in alcuni contesti, <strong>contribuire a una percezione di controllo o dominio<\/strong>, trasformando la relazione in una dinamica di propriet\u00e0 piuttosto che di partnership. Ad esempio, nelle espressioni &#8220;mia moglie&#8221; o la &#8220;mia ragazza,&#8221; l&#8217;<strong>aggettivo possessivo porta con s\u00e9 una connotazione implicita di possesso<\/strong>, che in alcuni casi va a permeare il modo in cui percepiamo e ci relazioniamo al nostro partner.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed ecco che questa sottile trasformazione semantica si trasforma in un gioco non funzionale di aspettative, ruoli e le responsabilit\u00e0 all&#8217;interno di relazioni che nel peggiore dei casi vanno ad alimentare le tristi statistiche ben note su femminicidi ed abusi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-container uagb-block-d27200ba alignfull uagb-is-root-container\"><div class=\"uagb-container-inner-blocks-wrap\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-90276a32\"><h5 class=\"uagb-heading-text\">Ci sono due forti catene da spezzare&#8230;<\/h5><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&#8230; per togliere la parola \u201cMIA\u201d accanto a \u201cmoglie\u201d, \u201cfidanzata\u201d, \u201ccompagna\u201d o \u201cragazza\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<article class=\"wp-block-uagb-container uagb-block-abf8bd9d default uagb-is-root-container\">\n<div class=\"wp-block-uagb-container uagb-block-f101ff0f\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima \u00e8 <strong>culturale<\/strong>*, in quanto la nostra cultura \u00e8 impregnata della percezione della donna come un <strong>&#8220;articolo posseduto&#8221;<\/strong>, sia nella nostra millenaria storia patriarcale, nelle tradizioni culturali, negli stereotipi di genere, nella mancanza di educazione di genere \u2026 per non parlare delle rappresentazioni della donna nei programmi televisivi, nelle canzoni o nei film. Queste influenze hanno contribuito a modellare visioni delle donne come oggetti da possedere, ruoli subalterni e dipendenti dagli uomini.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><em>Gli uomini controllano il potere politico ed economico, la cultura e i costumi, fanno le leggi e le applicano a loro capriccio, e quando le pressioni sociali e l&#8217;apparato legale non bastano a sottomettere le donne pi\u00f9 ribelli, interviene la religione con il suo innegabile marchio patriarcale. Lo strano \u00e8 che sono le madri a incaricarsi di perpetuare e rafforzare il sistema, allevando figli arroganti e figlie servili; se si mettessero d&#8217;accordo per fare altrimenti potrebbero distruggere il maschilismo in una generazione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Isabel Allende<\/strong>, Paula, 1995<\/p>\n<\/blockquote>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<blockquote class=\"wp-block-quote has-text-align-left is-style-default has-ast-global-color-8-background-color has-background has-small-font-size is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-small-font-size wp-block-paragraph\"><strong>*Approfondimento : L&#8217;apprendimento sociale e culturale secondo Vygotsky.<\/strong><br><br>Secondo Vygotsky, <strong><em>il contesto culturale svolge un ruolo centrale nello sviluppo intellettuale degli individui, influenzando il modo in cui le persone apprendono, pensano e comprendono il mondo che le circonda<\/em><\/strong>, in dettaglio Vygotsky ritiene che la cultura fornisca agli individui &#8220;strumenti&#8221; intellettuali, come il linguaggio, i simboli e le pratiche sociali. Questi strumenti fungono da mediatori nello sviluppo cognitivo, consentendo alle persone di organizzare il loro pensiero e di comprendere il mondo circostante. In pratica, l&#8217;apprendimento non avviene solo attraverso l&#8217;interazione diretta con l&#8217;ambiente fisico, ma anche attraverso l&#8217;interazione sociale. L&#8217;individuo apprende attraverso la partecipazione a attivit\u00e0 culturalmente significative insieme ad altri membri della societ\u00e0. (Nel mondo odierno sia in forma diretta che attraverso i media).<br>Vygotsky ha attribuito grande importanza all&#8217;istruzione formale come veicolo per la trasmissione della cultura e per facilitare lo sviluppo intellettuale. L&#8217;insegnamento strutturato fornisce ai bambini l&#8217;accesso a concetti e conoscenze culturalmente rilevanti.<\/p>\n<cite><em>Lev Sem\u00ebnovi\u010d Vygotskij (1896-1934) psicologo e pedagogista sovietico, padre del &#8220;costruttivismo sociale&#8221;.<\/em><\/cite><\/blockquote>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>seconda <\/strong>\u00e8 legata allo <strong>sviluppo dell\u2019identit\u00e0 maschile<\/strong>. L&#8217;adolescenza \u00e8 un periodo cruciale per lo sviluppo dell&#8217;identit\u00e0, e la capacit\u00e0 di affrontare la perdita e di non percepire il proprio partner come possesso gioca un ruolo significativo in questo processo, \u00e8 un momento in cui iniziano a esplorare e comprendere le loro emozioni in modo pi\u00f9 profondo.<br>E&#8217; necessario che sia un momento ove vi sia un <strong>approccio che promuova la parit\u00e0 nelle relazioni<\/strong>, permettendo agli adolescenti di sfuggire a ruoli di genere rigidi e di abbracciare una visione pi\u00f9 egalitaria. E&#8217; fondamentale che i nostri ragazzi imparino a esprimere i propri bisogni e desideri senza esercitare il controllo, favorendo un dialogo aperto e costruttivo nelle relazioni.<br>Non percepire il partner come possesso consente agli adolescenti di<strong> esplorare la propria autenticit\u00e0 e di godere della libert\u00e0 individuale<\/strong>. Questo favorisce la scoperta di interessi personali, aspirazioni e valori, contribuendo alla costruzione di un&#8217;identit\u00e0 solida.<br>Quello che va sotto il tema generale &#8220;della <strong>crescita emotiva e della maturit\u00e0 affettiva<\/strong>&#8221; e che va inevitabilmente educata, sia in casa che fuori dalle mura domestiche.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-container uagb-block-10cd1b7d alignfull uagb-is-root-container\"><div class=\"uagb-container-inner-blocks-wrap\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-590fcb04\"><h5 class=\"uagb-heading-text\">Non bastano le normative, serve un cambio sociale e culturale<\/h5><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 inutile nascondersi dietro a responsabilit\u00e0 di altri, o limitarsi a costrutti normativi, <strong>se non vi \u00e8 un cambiamento culturale, profondo e intestino nella societ\u00e0 continueremo a leggere notizie di fidanzate, moglie e compagne, abusate o uccise dal proprio partner<\/strong>. Si consideri che nei paesi nordici, che vantano una legislazione moderna ed attenta sul tema della parit\u00e0 di genere, in cui i risultati negli ambiti educativi, economici e politici per le donne sono notevoli, emerge che nonostante i cambiamenti positivi a livello legislativo e istituzionale, la cultura non si sia adeguata allo stesso ritmo. In particolare, il Nord Europa sperimenta alti tassi di violenza domestica e abusi sessuali, indicando una discrepanza tra l&#8217;uguaglianza strutturale e la realt\u00e0 di sfide persistenti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-container uagb-block-8f7a1075 alignfull uagb-is-root-container\"><div class=\"uagb-container-inner-blocks-wrap\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-5c3dfcba\"><h5 class=\"uagb-heading-text\">Parole di speranza<\/h5><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella speranza di vedere avviarsi un percorso che porti sempre pi\u00f9 a relazioni mature, a figli maschi di cui andare fieri <em>( \u2026 ma per davvero! )<\/em> si conclude riportando le parole scritte pi\u00f9 di cinquant\u2019anni fa dal poeta statunitense James Kavanaugh <strong>\u201cTo love is not to possess\u201d<\/strong>, parte della raccolta <strong>\u201cThere Are Men Too Gentle to Live Among Wolves\u201d<\/strong> del 1972.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:100%\">\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:50%\">\n<div class=\"wp-block-uagb-container uagb-block-5f37f213 alignfull uagb-is-root-container\"><div class=\"uagb-container-inner-blocks-wrap\">\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong>\u201cto Love is NOT to Possess\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">To love is not to possess,<br>To own or imprison,<br>Nor to lose one&#8217;s self in another.<br>Love is to join and separate,<br>To walk alone and together,<br>To find a laughing freedom<br>That lonely isolation does not permit.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">It is finally to be able<br>To be who we really are<br>No longer clinging in childish dependency<br>Nor docilely living separate lives in silence,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">It is to be perfectly one&#8217;s self<br>And perfectly joined in permanent commitment<br>To another&#8211;and to one&#8217;s inner self.<br>Love only endures when it moves like waves,<br>Receding and returning gently or passionately,<br>Or moving lovingly like the tide<br>In the moon&#8217;s own predictable harmony,<br>Because finally, despite a child&#8217;s scars<br>Or an adult&#8217;s deepest wounds,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">They are openly free to be<br>Who they really are&#8211;and always secretly were,<br>In the very core of their being<br>Where true and lasting love can alone abide.<\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:50%\">\n<div class=\"wp-block-uagb-container uagb-block-169e002a alignfull uagb-is-root-container\"><div class=\"uagb-container-inner-blocks-wrap\">\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong><em>\u201cAmare NON \u00e8 Possedere\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Amare non \u00e8 possedere,<br>Non \u00e8 imprigionare o soggiogare,<br>N\u00e9 perdersi nell&#8217;altro.<br>Amare \u00e8 unirsi e separarsi,<br>Camminare da soli e insieme,<br>Scoprire una libert\u00e0 gioiosa<br>Che l&#8217;isolamento solitario non permette.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00c8 finalmente poter essere<br>Chi siamo veramente,<br>Non pi\u00f9 aggrappati a una dipendenza infantile<br>N\u00e9 vivere docilmente vite separate nel silenzio,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u00c8 essere perfettamente s\u00e9 stessi<br>E perfettamente uniti in un impegno permanente<br>L&#8217;uno verso l&#8217;altro e verso il proprio io interiore.<br>L&#8217;amore dura solo quando si muove come onde,<br>Ritirandosi e tornando dolcemente o con passione,<br>O muovendosi amorevolmente come la marea<br>Nell&#8217;armonia prevedibile della luna,<br>Perch\u00e9 alla fine, nonostante le cicatrici di un bambino<br>O le ferite pi\u00f9 profonde di un adulto,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sono apertamente liberi di essere<br>Chi sono veramente, e sono sempre stati segretamente,<br>Nel nucleo stesso del loro essere<\/em><br><em>Dove solo il vero e duraturo amore pu\u00f2 dimorare.<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong>La mia ragazza NON \u00e8 MIA, <em>To love is not to possess<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-container uagb-block-f29c99c5 default uagb-is-root-container\">\n<div class=\"wp-block-uagb-container uagb-block-d1306589\">\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-038e2c37\"><h5 class=\"uagb-heading-text\">Bibliografia e Sitografia<\/h5><\/div>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Allende, Isabel. <em>Paula<\/em>. Tradotto da G. Guadalupi, Feltrinelli, 2020.<\/li>\n\n\n\n<li>Kavanaugh, James. <em>There are Men Too Gentle to Live Among Wolves<\/em>. Agronaut Pub., 1984.<\/li>\n\n\n\n<li>Thomas Breda, Ely\u00e8s Jouini e Clotilde Napp, <em>Gender stereotypes can explain the gender-equality paradox<\/em>, in Proceedings of the National Academy of Sciences, vol. 117, n. 49, 8 dicembre 2020.<\/li>\n\n\n\n<li>Siviero Giulia, \u201cIl Paradosso Nordico\u201d, Il Post, 2018 &#8211; <a href=\"https:\/\/ilpost.it\/2018\/04\/15\/paradosso-nordico-donne-genere\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/ilpost.it\/2018\/04\/15\/paradosso-nordico-donne-genere\/<\/a><\/li>\n\n\n\n<li>Vygotskij, Lev Semenovi\u010d, tradotto e curato da Luciano Mecacci. <em>Pensiero e linguaggio: ricerche psicologiche<\/em>. Laterza, 1998.<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-container uagb-block-6151f565\">\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-medium\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"194\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.informenti.it\/inf\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/JamesKavenaugh-194x300.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-549\" srcset=\"https:\/\/www.informenti.it\/inf\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/JamesKavenaugh-194x300.webp 194w, https:\/\/www.informenti.it\/inf\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/JamesKavenaugh-jpg.webp 322w\" sizes=\"auto, (max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-separator uagb-block-44f131c4\"><div class=\"wp-block-uagb-separator__inner\" style=\"--my-background-image:url(&quot;data:image\/svg+xml,%3Csvg width='16' height='16' viewBox='0 0 16 16' fill='none' xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%3E%3Cpath d='M6.29312 16.9999L17 6.29302M14.2931 16.9999L17 14.293M-0.707031 15.9999L16.0002 -0.707153M8.00017 -0.707153L-0.706882 7.9999' stroke='black'\/%3E%3C\/svg%3E&quot;)\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-preformatted has-ast-global-color-2-color has-ast-global-color-5-background-color has-text-color has-background has-small-font-size\">Foto di Andrea Piacquadio: <a href=\"https:\/\/www.pexels.com\/it-it\/foto\/curiosa-giovane-donna-isolata-che-guarda-lontano-attraverso-le-barre-di-metallo-del-recinto-con-speranza-all-ingresso-di-un-edificio-moderno-3808801\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Pexels<\/a><\/pre>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-testimonial uagb-slick-carousel uagb-tm__arrow-outside uagb-block-96b087b2 uagb-post__carousel_notset uagb-post__carousel_notset-tablet uagb-post__carousel_notset-mobile\"><div class=\"is-carousel uagb-tm__columns-1 uagb-tm__items\"><div class=\"uagb-testimonial__wrap  uagb-tm__imgicon-style-circle uagb-tm__image-position-bottom uagb-tm__bg-type-none \"><div class=\"uagb-tm__content\"><div class=\"uagb-tm__overlay\"><\/div><div class=\"uagb-tm__text-wrap\"><div class=\"uagb-tm__desc\">Letto, interessante. In questi giorni ho riflettuto sulla ferita dell\u2019ingiustizia e sulla radice profonda del dolore e della rabbia che possono portare al gesto estremo. Turetta in un messaggio <em>Whatsapp <\/em>alla sorella di Giulia scriveva: <em>\u201cnon \u00e8 giusto che non mi risponda pi\u00f9\u201d<\/em>\u2026. Nel tuo articolo ci sono tanti passaggi (e anche nell\u2019articolo del post sul paradosso nordico) che mi fanno pensare che i maschi probabilmente pensano di aver subito e di subire tuttora una profonda ingiustizia ogni volta che una donna o la storia o la politica si emancipano. Gli hanno portato via il loro giocattolo, gli hanno tolto il cibo dal piatto che, per millenni, hanno creduto di loro esclusiva propriet\u00e0. E per questo furto, <strong>uccidono<\/strong>. <\/div><div class=\"uagb-tm__meta-inner\"><div class=\"uagb-testimonial-details\"><span class=\"uagb-tm__author-name\"><em>Francesca<\/em><\/span><span class=\"uagb-tm__company\"><\/span><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli aggettivi possessivi costituiscono una componente essenziale della morfologia e sintassi della lingua italiana, contribuendo a delineare i legami affettivi e di appartenenza nelle relazioni interpersonali. 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