{"id":515,"date":"2022-12-08T18:51:00","date_gmt":"2022-12-08T18:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.informenti.it\/inf\/?p=515"},"modified":"2025-11-05T10:57:21","modified_gmt":"2025-11-05T10:57:21","slug":"scratch-e-pensiero-computazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.informenti.it\/inf\/potenziamento-cognitivo\/scratch-e-pensiero-computazionale\/","title":{"rendered":"Scratch e pensiero computazionale"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-uagb-container uagb-block-b928eaf2 alignfull uagb-is-root-container\"><div class=\"uagb-container-inner-blocks-wrap\">\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"589\" height=\"166\" src=\"https:\/\/www.informenti.it\/inf\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scratch.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-516\" srcset=\"https:\/\/www.informenti.it\/inf\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scratch.png 589w, https:\/\/www.informenti.it\/inf\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/scratch-300x85.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 589px) 100vw, 589px\" \/><\/figure>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>A cura di <a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/in\/claudia-benazzi-36053533\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Claudia Benazzi \u2013 Psicologa<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"> Viviamo oggi in una societ\u00e0 altamente tecnologica, all\u2019interno della quale \u00e8 impensabile concepire l\u2019insegnamento come qualcosa di scollegato rispetto alle scienze informatiche ed alle competenze digitali, e la programmazione scolastica non pu\u00f2 prescindere dall\u2019inclusione dell\u2019insegnamento della programmazione informatica, a partire dalla scuola primaria, come parte integrante del curriculum scolastico, essendo considerata ormai come un formidabile mezzo di crescita personale e apprendimento.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-container uagb-block-2031164a alignfull uagb-is-root-container\"><div class=\"uagb-container-inner-blocks-wrap\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-590fcb04\"><h5 class=\"uagb-heading-text\">Il pensiero computazionale e il costruzionismo di Papert<\/h5><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo studio del <em>pensiero computazionale<\/em> e dei principi dell\u2019informatica non obbliga a diventare informatici e non rappresenta una materia destinata solamente ad informatici e programmatori di mestiere, esattamente come l\u2019imparare a scrivere non obbliga a diventare scrittori e poeti o l\u2019apprendere le regole del calcolo non implica il diventare dei matematici, bens\u00ec, rappresenta un prezioso mezzo per gli studenti, da poter applicare a tutte le discipline.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quasi tutte le scuole si stanno pian piano facendo largo gli insegnamenti delle competenze digitali, il coding ed il pensiero computazionale, anche grazie alla creazione e diffusione, da parte del gruppo di ricerca <em>Lifelong Kindergarten<\/em> presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) del linguaggio di programmazione <em>Scratch, <\/em>ed il computer viene visto come mezzo di costruzione della propria conoscenza e dell\u2019apprendimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo a parlare di pensiero computazionale fu Seymour Papert nel 1980 nel suo libro <em>Mindstorms <\/em>e, successivamente, nel 1996, quando sviluppo il linguaggio di programmazione LOGO, con lo scopo di insegnare la programmazione ai bambini. La definizione oggi maggiormente utilizzata di <em>Computational Thinking <\/em>\u00e8 quella di Jeannette Wing, secondo la quale il pensiero computazionale \u00e8 quel \u201c<em>processo mentale che sta alla base della formulazione dei problemi e delle loro soluzioni cos\u00ec che le soluzioni siano rappresentate in una forma che pu\u00f2 essere implementata in maniera efficace da un elaboratore di informazioni sia esso umano o artificiale\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Seymour Papert, nato a Pretoria, in Sudafrica nel 1928, filosofo, matematico, informatico e pedagogista, \u00e8 conosciuto soprattutto per aver introdotto il concetto di <em>costruzionismo, <\/em>teoria dell\u2019apprendimento basata su un approccio multidisciplinare, e per aver sviluppato il linguaggio di programmazione chiamato LOGO, scopo didattico come supporto all\u2019apprendimento. Nel 1954 si trasferisce a Cambridge, dove svolse l\u2019attivit\u00e0 di ricercatore in ambito matematico, per poi trasferirsi negli USA nel 1967 per fermarsi al MIT e fondare un laboratorio di intelligenza Artificiale con Marvin Minky.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla base del costruzionismo di Papert vi \u00e8 l\u2019idea secondo la quale per avere un miglior apprendimento occorre la produzione, da parte di chi apprende, di oggetti reali e concreti, i cosiddetti <em>artefatti cognitivi<\/em>, partendo dal presupposto secondo il quale la mente, per poter apprendere delle idee, abbia bisogno di maneggiare e costruire oggetti reali. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo il \u201c<strong>PRINCIPIO DI PAPERT<\/strong>\u201d :<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cAlcuni fra gli stadi pi\u00f9 cruciali dello sviluppo mentale sono basati non sulla semplice acquisizione di nuove abilit\u00e0, bens\u00ec sull\u2019acquisizione di nuovi metodi amministrativi per usare ci\u00f2 che gi\u00e0 si conosce \u2026 poich\u00e9 una mente non pu\u00f2 crescere molto se si limita soltanto ad accumulare conoscenze, ma deve inventarsi anche i modi per poter sfruttare al meglio le conoscenze gi\u00e0 possedute.\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-container uagb-block-d550870a alignfull uagb-is-root-container\"><div class=\"uagb-container-inner-blocks-wrap\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-84504278\"><h5 class=\"uagb-heading-text\">La scuola come luogo di costruzione della conoscenza<\/h5><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il computer diventa quindi un mezzo di apprendimento attivo e la scuola viene considerata come luogo di costruzione della conoscenza, e non di mera trasmissione delle informazioni. Lo scopo ultimo \u00e8 utilizzare il computer e la programmazione per imparare ad imparare, anche e soprattutto attraverso gli errori, poich\u00e9 sbagliare consente la possibilit\u00e0 di ingegnarsi per trovare soluzioni alternative, mettendo in gioco la propria creativit\u00e0 e la propria attitudine al problem solving, procedendo per tentativi ed errori. L\u2019errore \u00e8 visto in chiave positiva perch\u00e9 permette di comprendere meglio determinati passaggi per poi superarli ed acquisirli definitivamente. Ed \u00e8 proprio questa nuova rappresentazione dell\u2019errore che permette al bambino di non rimuoverlo dalla propria mente, ma di ragionarci sopra in quanto parte fondamentale del processo di comprensione ed apprendimento, un \u2018opportunit\u00e0 di crescita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019errore non \u00e8 quindi pi\u00f9 considerato in un\u2019ottica negativa, ma viene visto come un aspetto costruttivo facente parte del processo di apprendimento e gli studenti, attraverso l\u2019utilizzo del computer, costruiscono le proprie conoscenze attivamente, come sempre sostenuto dallo stesso Papert: <em>\u201cdovrebbe essere il bambino a programmare il computer e non il computer a programmare il bambino.\u201d[..] \u201cI bambini devono cambiare il loro status di \u2018consumatori\u2019 di informazioni in quello di \u2018produttori\u2019 di conoscenza.\u201d<\/em> Il computer diventa quindi la liaison fra cultura umanistica e cultura scientifica, rendendo possibili delle attivit\u00e0 didattiche non realizzabili con gli strumenti didattici tradizionali, permettendo il passaggio dall\u2019astratto al concreto.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-container uagb-block-d59600e3 alignfull uagb-is-root-container\"><div class=\"uagb-container-inner-blocks-wrap\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-5c3dfcba\"><h5 class=\"uagb-heading-text\">Scratch, insegnamento e coding<\/h5><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come gi\u00e0 anticipato, Scratch \u00e9 un progetto del <em>Lifelong Kindergarten group<\/em> guidato dal prof. Mitch Resnick, e rappresenta un linguaggio di programmazione visuale completo, <em>object-oriented, <\/em>facilissimo da utilizzare, ed \u00e8 costituito da blocchi che possono essere connessi tra di loro in modo da definire il comportamento del programma. Lanciato nell\u2019anno 2007, \u00e8 cresciuto esponenzialmente nel numero di utenti e rappresenta un fondamentale sostegno all\u2019interno delle aule scolastiche, ed oggi \u00e8 lo strumento pi\u00f9 utilizzato all\u2019interno delle scuole primarie e secondarie per le attivit\u00e0 di coding e pensiero computazionale. Esso si ispir\u00f2 ai lavori creati nel dopo scuola nelle \u201cComputer Clubhouse\u201d da bambini che volevano creare delle storie interattive senza tuttavia avere a disposizione gli strumenti utili per farlo e, allo stesso tempo, anche ai lavori ed alle idee di Papert.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si \u00e8 ormai diffusa, fra le nuove generazioni, la consapevolezza circa l\u2019importanza dell\u2019insegnamento ai giovani allievi delle materie informatiche e dei linguaggi di programmazione, riadattati e semplificati a misura dei pi\u00f9 piccoli, allo scopo di diventare dei creatori attivi della propria formazione e del proprio apprendimento, e non pi\u00f9 semplici consumatori di un\u2019economia digitale. E\u2019 proprio grazie alla programmazione che il pensiero computazionale diventa uno strumento di apprendimento e nella scuola tradizionale si fa largo un\u2019idea di insegnamento pi\u00f9 moderna, che mette al centro l\u2019alunno e lo sviluppo delle sue capacit\u00e0 critiche. Viene ormai riconosciuto il ruolo didattico del <em>coding<\/em> e la sua importanza nel contribuire all\u2019insegnamento del problem solving, della creativit\u00e0 digitale e del lavoro di gruppo, permettendo di sviluppare abilit\u00e0 personali, fantasia e ragionamento, attraverso l\u2019esperienza.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-container uagb-block-99f1cb77 alignfull uagb-is-root-container\"><div class=\"uagb-container-inner-blocks-wrap\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-advanced-heading uagb-block-6fefa605\"><h5 class=\"uagb-heading-text\">Bibliografia<\/h5><\/div>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Capone, R., Del Sorbo, M., Musmarra, P., Esposito, A., &amp; Veronesi, I. <em><a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/324687743_Coding_e_Pensiero_Computazionale_per_il_potenziamento_delle_competenze_logiche_e_matematiche\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/324687743_Coding_e_Pensiero_Computazionale_per_il_potenziamento_delle_competenze_logiche_e_matematiche\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Coding e Pensiero Computazionale per il potenziamento delle competenze logiche e matematiche.<\/a><\/em><\/li>\n\n\n\n<li>Chioccariello, A., Lodi, M., &amp; Vianello, L. <em>Pensiero Computazionale e Programmazione nella scuola primaria.<\/em> <\/li>\n\n\n\n<li>Ferranti, C., &amp; Agosto, V. <em>Tecnologie e pensiero computazionale: proposte per il curricolo di tecnologia nella scuola primaria.<\/em><\/li>\n\n\n\n<li>Gabbari, M., Gagliardi, R., Gaetano, A., Sacchi, D., <em><a href=\"https:\/\/www.rivistabricks.it\/2020\/03\/03\/integrare-coding-e-pensiero-computazionale-nella-didattica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">I<\/a><a href=\"https:\/\/www.rivistabricks.it\/2020\/03\/03\/integrare-coding-e-pensiero-computazionale-nella-didattica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ntegrare Coding e Pensiero Computazionale nella didattica<\/a><\/em><\/li>\n\n\n\n<li>Micciulli, S. <em>Coding e Pensiero Computazionale<\/em>. Lulu.com<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-uagb-separator uagb-block-44f131c4\"><div class=\"wp-block-uagb-separator__inner\" style=\"--my-background-image:url(&quot;data:image\/svg+xml,%3Csvg width='16' height='16' viewBox='0 0 16 16' fill='none' xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%3E%3Cpath d='M6.29312 16.9999L17 6.29302M14.2931 16.9999L17 14.293M-0.707031 15.9999L16.0002 -0.707153M8.00017 -0.707153L-0.706882 7.9999' stroke='black'\/%3E%3C\/svg%3E&quot;)\"><\/div><\/div>\n\n\n\n<pre class=\"wp-block-preformatted has-ast-global-color-2-color has-ast-global-color-5-background-color has-text-color has-background has-small-font-size\">Articolo originale pubblicato il 4 Febbraio 2023 - <a href=\"https:\/\/www.centropsicologia.it\/scratch_pensierocomputazionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/www.centropsicologia.it\/scratch_pensierocomputazionale\/<\/a><\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p> Viviamo oggi in una societ\u00e0 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